Giovedì, 19 Dicembre 2013 08:54

La Professione

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Il riconoscimento giuridico delle organizzazioni professionali delle categorie sanitarie, quali istituzioni di pubblica utilità, risale agli inizi del XX secolo.
Un primo progetto di istituzione degli ordini sanitari, proposto alla Camera dei Deputati l'11 dicembre 1908, decadde per la fine della Legislatura, ma venne ripresentato al Senato il 28 marzo 1909 dal Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro per l'Interno Giovanni Giolitti. Nella relazione al disegno di legge veniva sottolineato «l'alto valore dell'opera che i sanitari svolgono a beneficio della società con sacrificio proprio» e si rilevava che «lo Stato ha interesse a raccogliere i vari esercenti le professioni sanitarie in associazioni aventi carattere giuridico piuttosto che lasciarle costituite in associazioni libere, senza vincoli legali, talvolta in aperto contrasto con l'opera dello Stato e delle Pubbliche Amministrazioni». Evidenziando il carattere pubblico delle organizzazioni professionali, nella relazione si diceva anche: «L'interesse dei sanitari [di avere organi per la legale rappresentanza degli esercenti dell'arte salutare] coincide in ciò con l'interesse pubblico. Difatti è rispondente a criteri di pubblica utilità che la tutela degli interessi professionali si svolga nei limiti della legge e secondo la via che da questa le viene indicata. E d'altra parte l'importanza già grandissima e sempre crescente assunta nella società moderna dalla protezione della pubblica salute non può che far considerare un vantaggio della collettività ogni istituzione diretta a garantire la regolarità e la correttezza nell'esercizio delle professioni sanitarie».

Il disegno di legge Giolitti, divenuto legge n° 455 del 10 luglio 1910, fu seguito dal Regolamento di esecuzione (R.D. n° 1022/1911) e si riferì soltanto alle organizzazioni professionali dei medici, dei farmacisti e dei veterinari. Non si ritrova traccia, da quell'epoca, di una organizzazione sanitaria, a carattere professionale, per le ostetriche, pur avendo funzionato organizzazioni locali e settoriali animate da ostetriche volenterose.
Dopo la prima guerra mondiale, con l'avvento del fascismo e lo scioglimento dei partiti e dei sindacati, si ebbe la creazione di un sindacato nazionale fascista delle levatrici, con relativa Cassa di assistenza. Il sistema sindacale ¬ corporativo fascista (e, con esso, il sindacato unico per ogni categoria) era stato istituito con Legge n° 563/1926. Con il successivo R.D.L. n° 184/1935, gli ordini professionali furono soppressi ed i relativi compiti furono attribuiti ai sindacati di categoria già esistenti, tra cui anche quelli delle levatrici: l'albo delle levatrici fu costituito in ogni provincia con l'articolo 2 del predetto decreto.
Dopo la seconda guerra mondiale, abbattuto il regime fascista, con Decreto Luogotenenziale n° 369/1944 fu soppresso il sistema sindacale - corporativo e, con esso, furono sciolti anche i sindacati dei professionisti sanitari.

Con la restaurazione del regime democratico, le ostetriche avvertono l'esigenza di darsi una organizzazione professionale che tuteli gli interessi della categoria. Dopo la costituzione, nel 1944, del Collegio di Roma, un gruppo di ostetriche provenienti da varie parti d'Italia si riunisce a Roma il 27 maggio 1945 e da vita ad un Comitato promotore per la costituzione di una Federazione che riorganizzi le ostetriche nelle province, recuperi il patrimonio del disciolto sindacato e della corrispondente Cassa di assistenza ed assuma la rappresentanza della categoria per la soluzione dei numerosi e vari problemi che la riguardano. Il 28 giugno si ha la ratifica dello statuto della nascente organizzazione e, nel mese di gennaio del 1946, riprende le pubblicazioni "Lucina", organo della Federazione, già fondato nel 1934.

Nello stesso anno viene emanato il D.L.C.P.S. 13 settembre 1946, n° 233, sulla "Ricostituzione degli ordini delle professioni sanitarie e sulla disciplina delle professioni stesse" cui segue il "Regolamento di esecuzione" approvato con D.P.R. n° 221/1950. Alla elaborazione di tale legge aveva partecipato attivamente anche la Federazione delle ostetriche in seno all'apposita Commissione nominata dall'A.C.I.S., Alto Commissariato Igiene e Sanità. Il decreto, con le successive modifiche, resta tuttora a fondamento della vita della Federazione e dei Collegi.

Il 4 - 5 - 6 novembre 1946 ha luogo a Roma un Congresso nazionale della categoria con la partecipazione delle rappresentanti di 45 Collegi provinciali e l'adesione di altri 23 Collegi, impossibilitati ad inviare proprie rappresentanti. Nell'ultima giornata, in sede di Consiglio Nazionale, viene eletto il primo Comitato Centrale.
La Federazione compie così i suoi primi passi promuovendo e curando l'organizzazione dei Collegi provinciali e partecipando anche alla ricostituzione della "Cassa nazionale di assistenza del sindacato delle levatrici" che poi verrà trasformata con D.P.R. del 13 aprile 1948 in "Ente nazionale di previdenza e assistenza per le ostetriche" (E.N.P.A.O.).

Dall'esame delle leggi statutarie risulta che la Federazione ed i Collegi sono Enti di diritto pubblico, organi ausiliari della pubblica amministrazione. Essi svolgono la loro attività, gestita dalla stessa categoria, tramite rappresentanze direttamente e democraticamente elette ed a mezzo di organi istituzionali che rendono conto del proprio operato sia alla categoria stessa che agli organi tutori governativi determinati dalle norme vigenti.
Dal 1946, oltre a Comitati Centrali democraticamente eletti, la Federazione Nazionale ha avuto anche due gestioni commissariali: la prima Commissione straordinaria ebbe le funzioni di Comitato Centrale tra la fine del 1960 e gli inizi del 1961; la seconda Commissione straordinaria svolse le sue funzioni nella primavera del 1967.

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